L'arancia dolce è l'apprezzato frutto invernale che tutti conosciamo. La sua patria è la Cina e sembra che sia stato importata in Europa appena nel secolo XIV dai marinai portoghesi, tant'è vero che nella letteratura del secolo XIX alle volte viene chiamata portogallo; ancora oggi in arabo la parola usata per parlare delle arance è برتقال, burtuqâl, che ha soppiantato del tutto la parola نارنج, nâranğ da cui deriva "arancio". In alcune zone della Calabria ancor oggi, le persone piu' anziane chiamano le arance, purtualli e tale termine fa tuttora parte del dialetto napoletano. Ma alcuni testi anticoromani ne parlano già nel primo secolo; veniva coltivata in Sicilia e la chiamavano melarancia, il che potrebbe significare che il frutto avesse raggiunto l'Europa via terra. Potrebbero essere corrette tutt'e due le teorie. Probabilmente l'arancio giunse davvero in Europa per la via della seta, ma la coltivazione prese piede solo nella calda Sicilia, dove la propagazione si arenò. Solo dopo secoli venne riscoperto dai marinai portoghesi. Anche se a Roma, nel chiostro del convento di Santa Sabina all'Aventino è presente una pianta di arancio dolce che secondo la tradizione domenicana è stata portata e piantata da San Domenico nel 1220 circa.